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Calcolo del punto di pareggio

Quante unità devi vendere per coprire tutti i costi? Il calcolatore trova il break even point in pezzi e in euro, anche con un profitto obiettivo.

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Unità di pareggio534
Unità di pareggio534
Fatturato di pareggio13.350 €
Margine di contribuzione unitario
15,00 €
Margine di contribuzione %
60%
Unità venduteRicaviCosto totaleProfitto
1333325,00 €9330,00 €-6005,00 €
2676675,00 €10.670 €-3995,00 €
40010.000 €12.000 €-2000,00 €
53313.325 €13.330 €-5,00 €
66716.675 €14.670 €2005,00 €
80020.000 €16.000 €4000,00 €
106726.675 €18.670 €8005,00 €

Come usare questo calcolatore

  1. Inserisci i Costi fissi del periodo, per esempio affitto, stipendi, software e commercialista: le spese che non cambiano con le vendite.
  2. Inserisci il Prezzo unitario al netto dell'IVA e il Costo variabile unitario (materie prime, imballaggi, commissioni sul pagamento).
  3. Se vuoi, aggiungi un Profitto obiettivo per vedere quante unità servono per guadagnarlo.
  4. Leggi Unità di pareggio, Fatturato di pareggio e Margine di contribuzione unitario, poi controlla la tabella dei risultati a diversi volumi.

Che cos'è il punto di pareggio

Il punto di pareggio, o break even point, è il volume di vendite in cui i ricavi coprono esattamente i costi totali: non guadagni e non perdi. Sotto quella soglia l'attività è in perdita, sopra produce utile.

Unità di pareggio = (Costi fissi + Profitto obiettivo) ÷ (Prezzo − Costo variabile)
  • Costi fissi = spese del periodo che non dipendono dai volumi (affitto, stipendi fissi, canoni)
  • Profitto obiettivo = utile che vuoi ottenere nel periodo; 0 per il pareggio puro
  • Prezzo = prezzo di vendita unitario senza IVA
  • Costo variabile = costo che sostieni per ogni unità venduta
  • Fatturato di pareggio = Unità di pareggio × Prezzo

La chiave è il margine di contribuzione: la differenza tra prezzo e costo variabile di ogni unità. È la parte di ogni vendita che resta per pagare i costi fissi e, una volta coperti quelli, diventa profitto.

Esempio: un piccolo laboratorio artigiano

Un laboratorio ha costi fissi di 8.000 € al mese, vende un prodotto a 25 € (IVA esclusa) e spende 10 € di materiali e spedizione per ogni pezzo. Il margine di contribuzione è di 15 € a unità, cioè il 60 % del prezzo.

Per coprire i costi servono 534 unità al mese, pari a un fatturato di pareggio di 13.350 €. Il calcolatore arrotonda sempre per eccesso, perché non si vende una frazione di prodotto.

La tabella mostra cosa succede attorno a quel punto: con 400 pezzi i ricavi sono 10.000 € e i costi 12.000 €, quindi perdi 2.000 €. Con 800 pezzi incassi 20.000 €, spendi 16.000 € e guadagni 4.000 €.

Se vuoi un utile di 3.000 € al mese, inserisci il Profitto obiettivo: le unità necessarie salgono a 734, per un fatturato di 18.350 €.

Come usare il risultato

Confronta le unità di pareggio con quanto vendi davvero, o con quanto pensi di vendere in modo realistico. Se il pareggio richiede il doppio delle vendite attuali, il problema è strutturale e non si risolve con un mese buono.

Il calcolo è utile anche prima di aprire: se per stare in piedi un negozio deve servire 60 clienti al giorno in una via con poco passaggio, conviene saperlo prima di firmare il contratto d'affitto. Per capire quanto guadagni su ogni vendita in percentuale, usa anche il calcolatore di margine.

Un indicatore utile è il margine di sicurezza: la distanza tra le vendite previste e il punto di pareggio. Più è ampio, più l'attività regge un mese storto, un cliente perso o un aumento dei fornitori senza andare in perdita. Se sei appena sopra la soglia, anche una piccola variazione dei costi ti riporta sotto.

Per un investimento specifico, come un macchinario o una campagna pubblicitaria, puoi ragionare allo stesso modo: inserisci il costo dell'investimento tra i costi fissi e guarda quante vendite in più servono per ripagarlo. Per misurare poi il rendimento complessivo, il calcolatore ROI completa il quadro.

Come abbassare il punto di pareggio

Hai tre leve. Alzare il prezzo: nell'esempio, passare da 25 a 28 € porta il margine a 18 € e il pareggio a 445 unità, quasi 90 pezzi in meno. Ridurre il costo variabile, trattando con i fornitori o semplificando l'imballaggio. Tagliare i costi fissi, che pesano su ogni mese anche quando le vendite calano.

Attenzione agli sconti: ogni euro tolto dal prezzo esce interamente dal margine. Prima di una promozione, verifica con il calcolatore di sconti quanto vendi in più per compensare.

Errori comuni e limiti del calcolo

L'errore più frequente è usare il prezzo IVA inclusa: l'IVA non è un ricavo dell'impresa, va versata allo Stato. Un altro è dimenticare costi variabili come le commissioni POS, le provvigioni o i resi, oppure il compenso del titolare tra i costi fissi.

Il modello presuppone un prezzo unico, un costo variabile costante e costi fissi che non cambiano con i volumi. Nella realtà i costi fissi salgono a gradini (un dipendente in più, un secondo magazzino) e chi vende più prodotti deve ragionare sul margine medio. Il risultato non tiene conto di imposte sul reddito, ammortamenti o tempi di incasso: per un business plan da presentare in banca, fatti affiancare dal tuo commercialista.

Domande frequenti

Qual è la formula del punto di pareggio?

Costi fissi diviso margine di contribuzione unitario, cioè prezzo meno costo variabile. Con 8.000 € di costi fissi e 15 € di margine servono 534 unità.

Come si calcola il punto di pareggio in fatturato?

Moltiplica le unità di pareggio per il prezzo, oppure dividi i costi fissi per il margine di contribuzione percentuale. Il calcolatore mostra entrambi.

Quali sono i costi fissi di un'attività?

Le spese che paghi anche se non vendi nulla nel periodo: affitto, utenze di base, stipendi fissi, assicurazioni, leasing, abbonamenti software e consulenze.

Il prezzo va inserito con o senza IVA?

Senza IVA. L'IVA incassata non è un ricavo dell'impresa: la versi allo Stato, al netto di quella pagata sugli acquisti.

Il punto di pareggio può cambiare nel tempo?

Sì, ogni volta che cambiano prezzi, costi delle materie prime o spese fisse. Conviene ricalcolarlo almeno quando aggiorni il listino o rinnovi un contratto importante.

Fonti e approfondimenti

Ultima revisione 13 ottobre 2026 · Come calcoliamo