Come usare questo calcolatore
- Inserisci il Tasso annuo nominale indicato dalla banca, per esempio 3.
- Scegli la Capitalizzazione: Giornaliera, Mensile, Trimestrale, Semestrale o Annuale. La trovi nel foglio informativo del conto.
- Inserisci il Deposito per vedere il risultato anche in euro.
- Leggi il Rendimento annuo effettivo e gli Interessi dopo un anno, poi usa la tabella per confrontare tutte le frequenze.
Tasso nominale e tasso effettivo
Il tasso nominale (spesso indicato come TAN o tasso annuo lordo) non dice tutto. Se gli interessi vengono accreditati più volte all'anno e restano sul conto, iniziano a produrre altri interessi già prima della fine dell'anno.
Tasso effettivo = (1 + r/n)^n − 1- r = tasso annuo nominale in forma decimale (3 % = 0,03)
- n = numero di capitalizzazioni all'anno (365 giornaliera, 12 mensile, 4 trimestrale, 2 semestrale, 1 annuale)
Il tasso annuo effettivo misura proprio questo: il rendimento reale di un anno, tenendo conto della frequenza di capitalizzazione. Più spesso si capitalizza, più l'effettivo supera il nominale, anche se di poco.
Esempio: 20.000 € al 3 % nominale
Con capitalizzazione mensile, un tasso nominale del 3 % diventa un rendimento annuo effettivo del 3,04 %. Su 20.000 € maturi 608,32 € di interessi in un anno e il saldo arriva a 20.608,32 €.
La tabella mostra le altre frequenze: con capitalizzazione annuale ottieni 600 €, semestrale 604,50 €, trimestrale 606,78 € e giornaliera 609,07 €. Fra la peggiore e la migliore ci sono poco più di 9 € all'anno.
Come usarlo per confrontare i conti
Quando confronti due offerte, metti a confronto i tassi effettivi, non quelli nominali. Un conto al 3,00 % con capitalizzazione annuale rende meno di uno al 3,00 % con capitalizzazione mensile, ma rende più di uno al 2,95 % mensile.
Nei conti deposito vincolati, in Italia, gli interessi spesso vengono accreditati alla scadenza del vincolo o a cadenza trimestrale o annuale, e non sempre si sommano al capitale. Leggi il foglio informativo: se gli interessi finiscono sul conto corrente invece di restare vincolati, l'effetto della capitalizzazione non c'è.
Ricorda che la frequenza conta molto meno del tasso: mezzo punto in più di tasso vale molto di più di qualsiasi capitalizzazione.
Dal rendimento annuo alla crescita nel tempo
Il tasso effettivo è il dato giusto per proiezioni su più anni. Inseriscilo nel calcolo dell'interesse composto per vedere come cresce un capitale con versamenti mensili, o usa la regola del 72 per stimare in quanti anni raddoppia.
Se il tuo obiettivo è una cifra precisa entro una data, il calcolatore dell'obiettivo di risparmio ti dice quanto versare. Per capire quanto potere d'acquisto ti resta davvero, confronta il rendimento con l'inflazione.
Limiti del calcolo
- Il calcolo presuppone che il tasso resti uguale per tutto l'anno e che gli interessi restino sul conto.
- I valori sono lordi: in Italia sugli interessi si applica una ritenuta fiscale e sui conti deposito l'imposta di bollo, che riducono il rendimento netto.
- Non include canoni, spese di tenuta conto o penali per lo svincolo anticipato.
- Il tasso effettivo di un risparmio non è il TAEG di un prestito: il TAEG comprende anche spese e costi accessori del finanziamento.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra TAN e tasso annuo effettivo?
Il TAN è il tasso nominale, senza capitalizzazione. Il tasso effettivo include l'effetto degli interessi che producono interessi durante l'anno, quindi è uguale o leggermente più alto.
Il tasso effettivo è la stessa cosa del TAEG?
No. Il TAEG si usa per i finanziamenti e comprende anche spese e commissioni. Il tasso effettivo calcolato qui riguarda solo la capitalizzazione degli interessi.
Perché la frequenza di capitalizzazione cambia il rendimento?
Ogni volta che gli interessi vengono aggiunti al capitale iniziano a fruttare. Più accrediti all'anno significano un po' più interessi sugli interessi.
Come ricavo il tasso nominale da quello effettivo?
Inverti la formula: r = n × ((1 + effettivo)^(1/n) − 1). Per esempio un effettivo del 3,04 % con capitalizzazione mensile corrisponde a circa il 3 % nominale.
Un tasso effettivo più alto è sempre meglio?
A parità di rischio e di condizioni sì, ma controlla anche vincoli, penali per lo svincolo, spese e la durata della promozione.